Storia Patrone Moreno

1922
1922 - I Gozzi
La storia del cantiere Patrone risale al 1922, quando Giuseppe Patrone dà inizio alla sua attività di maestro d’ascia e realizza artigianalmente a Ceriale i primi gozzi da pesca, a remi e a vela, costruiti secondo le linee tipiche dello storico gozzo ligure.
 

1949
1949 - Il Dinghy 12 vince 16 campionati nazionali italiani
Le eccellenti qualità costruttive del cantiere Patrone si distinguono nel mondo della nautica fin dai primi modelli di imbarcazione. La classe dinghy 12 piedi detiene l’onore di ben ventisei vittorie ai campionati nazionali italiani.
 

1984
1984 - La famiglia Moreno prende il timone dell'azienda
Piermichele ed Ornella Moreno acquisiscono il Cantiere Patrone, arricchendo la storica artigianalità con l’innovazione dei materiali, della tecnologia e del design. Sviluppano un’ ampia gamma di modelli che riscuotono notevole interesse in Italia e all’estero

1990
1990 - Nasce il Patrone 25': primo di più di 100 esemplari
Erede della prima pilotina cabinata risalente al 1970 (il Nautilus), il Patrone 25’ segna l’inizio di una nuova era: quella della nautica da diporto. Unendo ottima tenuta marina e abitabilità degli spazi tipici del gozzo ligure a grande autonomia ed alte velocità richieste dai tempi moderni; il piccolo gozzo è uno dei grandi successi del cantiere che ne costruirà oltre 100 esemplari.


2000 - Un nuovo accattivante Open per godersi il mare a 360°
Ispirati dal desiderio di interpretare la barca come un oggetto di cui si debba poter usufruire in modo facile e con piacere istintivo, il XXI secolo si apre con il varo di un nuovo accattivante modello. Il Patrone 42’ open, con un ponte in teak di 12 metri quadrati stupisce al Festival di Cannes e tutt’oggi affascina la clientela con le sue linee senza tempo


2008 - La versione Special: Ambasciatrice del made in Italy
Orgogliosi dell’inimitabile tradizione italiana, il cantiere lancia con il ‘Patrone 27’ Special’ una nuova elegante versione di barca nella quale le radici dello stile mediterraneo e le raffinatezze del design made in Italy trovava una brillante sintesi.

2012
2012 - Patrone festeggia 90 anni
Patrone festeggia il raggiungimento dei 90 anni di attività e contemporaneamente 50 anni di partecipazione alla Fiera Nautica di Genova, invitando clienti, amici ed appassionati a più eventi, tra cui il trofeo di golf ed il ‘Patrone Day’ ove un importante traguardo storico si trasforma in momento di gioiosa festa

2015
2015 - Sciallino e Patrone: Oltre 140 anni di storia 
Guidato da un forte spirito imprenditoriale, il cantiere Patrone acquisisce ufficialmente il prestigioso marchio Sciallino con l’intento di preservare la ricca e autentica tradizione del gozzo ligure, mantenendo distinte entrambe le gamme produttive dei due cantieri. Nasce così una solida unione che condivide lo stesso obiettivo: costruire barche capaci di fare del mare il più bel posto sulla terra

Dal 1922 ad oggi: quasi 100 anni di storia

Alle origini di ogni storia di successo ci sono eventi e persone straordinari: Giuseppe Patrone entra di prepotenza in questa categoria, è lui a fondare il Cantiere Navale Patrone. Giuseppe era un semplice  maestro d’ascia, ma con quali brillanti idee in testa! Insediatosi a Ceriale, piccolo paese della riviera ligure, nell’anno 1922 aprì la sua bottega di artigiano, iniziando a costruire le tipiche barche liguri: i gozzi con la prua rientrante. La costruzione avveniva in legno usando le più tipiche essenze: dal frassino e dall’acacia per l’ossatura ed i bordi e la chiglia, dal pino marittimo al cedro per il fasciame, al mogano e al teak  per gli interni ed il ponte. Ben presto la sua perizia costruttiva richiamò una vasta clientela e si avviò la produzione di gozzi, pilotine e di yachts anche di grande metratura.

Tra questi ricordiamo il dinghy 12’’ ,deriva velica vincitrice di ben 26 titoli italiani; il Piccolo, prima pilotina per la famiglia prodotta in serie; Il Gian, capostipite di una serie di gozzi di 10 metri ed oltre; L’Aldebaram primo gozzo di metri 10 bimotore, e ancora il Moschettiere, primo yacht semicabinato del 1955, interamente in legno, ordinato ad aprile e consegnato a luglio dello stesso anno, un record per quell’epoca. Così prese vita una promettente attività al timone della quale si sono susseguiti grandi uomini capaci di percorrere i tempi; tra questi il nipote Nicolò Patrone ed il tecnico Bozzi, entrambi mossi dalla stessa passione per il mare e dalla volontà di offrire il migliore “prodotto” per navigarlo.
 
A partire dagli anni ’60, infatti, la costruzione di semiscafi preformati in lamellare di mogano accoppiati sulla chiglia e rifiniti con massello di legno sostituì la tradizionale, fornendo alla clientela un’imbarcazione più robusta e performante. Negli anni ’70 un’ulteriore innovazione interessò il ciclo produttivo, il passaggio dalla costruzione completamente in legno ad una in resina rinforzata con fibre di vetro, abbellita e resa più calda da arricchimenti in legno pregiato; testimoniando da parte del cantiere, attenzione e capacità di adeguarsi alle evoluzioni tecnologiche, pur rimanendo in una dimensione artigianale. Una capacità generatrice di notevoli successi, primo fra i quali il Nautilus: prima pilotina in vetroresina la cui produzione raggiunse i 200 esemplari. Un metodo costruttivo che, aggiornato con i procedimenti e lavorazioni attuali, perdurò anche sotto la gestione dell’ Ing. PierMichele Moreno entrato nel 1984 e tuttora amministratore delegato dell’azienda.
 
Fu infatti la sua matita, spesso ispirata dalla moglie Ornella, responsabile della parte contabile e finanziaria dell’azienda, a disegnare nuovi modelli di imbarcazioni e a tracciare fino ad oggi, i confini di una nuova gestione, più moderna e dinamica che nel 2022 compierà 100 anni. Sono gli anni del Patrone 25’, capostipite dei cabinati da diporto, al quale seguirono il Patrone 33’, prima vera imbarcazione da crociera, ed il Patrone 42’, un gozzo di metri 12 per 4 di cui la metafora “la tua villa sul mare” ben ne sintetizza lo spirito. Con l’acquisizione del cantiere da parte dell’Ing. Moreno la produzione si è in parte allargata, al punto da comprendere il progetto di un 52 piedi il cui modellino su scala è stato realizzato tramite le ultime tecnologie informatiche e testato in vasca sotto l’osservazione dell’Università degli studi di Genova, ed in parte sistematizzata attorno ad un più omogeneo concetto di barca.
 
La gamma odierna presenta, infatti, delle linee continuative che risultano facilmente rintracciabili a partire dall’imbarcazione più piccola fino all’ammiraglia, grazie ad un dispendioso lavoro di focalizzazione sull’unitaria idea del gozzo ligure caratterizzato da spazi ampi e godibili la cui spartaneità ha, però, nel corso del tempo lasciato posto ad un interno lussuoso e minuziosamente curato, così come la chiglia dello scafo tradizionale a forma di noce è stata rivisitata per garantire migliori prestazioni in termini di velocità e manovrabilità. 
Sarà così la famiglia Moreno a dare linfa innovativa ad un’ininterrotta storia marinara con barche capaci di coniugare la tradizione alla modernità.