Patrone Moreno Maestri d'ascia dal 1922

Patrone Moreno

Maestri d'ascia dal 1922

Cantiere Navale Patrone Moreno
Per descrivere un’azienda ci si può affidare a tabelle, numeri e organigrammi societari.
Tuttavia noi abbiamo sempre pensato che la forza di un’azienda sia da ricercare negli obiettivi che si propone, nelle sfide che sa accettare, nelle difficoltà che sa superare. E così il valore del Cantiere Patrone Moreno si può leggere nei suoi bilanci e nella sua indipendenza, da sempre solida azienda privata, ma soprattutto nelle sue strategie. Nella serie di sfide che abbiamo accettato, impegnandoci per vincerle.

L’ultima in ordine di tempo è stata quella di arricchire le nostre imbarcazioni, già note per la qualità costruttiva e per la loro affidabilità in navigazione, di accorgimenti e raffinatezze di design; rendendole non solo ambasciatrici dello stile mediterraneo, ma anche portavoci del gusto made in italy.
È nata così la versione Special che ha visto nel suo primo esemplare, il Patrone 30’ Special, l’unione tra le ricercatezze stilistiche ed una dimensione (9,30 metri) più gestibile anche in considerazione delle emergenti tassazioni e strette fiscali.

Questa, come le tutte le precedenti che hanno segnato i 90 anni di storia del nostro cantiere, è una scommessa che abbiamo vinto? Potete giudicarlo voi, perché la vera qualità e la bellezza non si raccontano, si toccano con mano.


dal 1922 ad oggi: quasi 100 anni di storia

Alle origini di ogni storia di successo ci sono eventi e persone straordinari: Giuseppe Patrone entra di prepotenza in questa categoria, è lui a fondare il Cantiere Navale Patrone.
Giuseppe era un semplice  maestro d’ascia, ma con quali brillanti idee in testa! Insediatosi a Ceriale, piccolo paese della riviera ligure, nell’anno 1922 aprì la sua bottega di artigiano, iniziando a costruire le tipiche barche liguri: i gozzi con la prua rientrante. La costruzione avveniva in legno usando le più tipiche essenze: dal frassino e dall’acacia per l’ossatura ed i bordi e la chiglia, dal pino marittimo al cedro per il fasciame, al mogano e al teak  per gli interni ed il ponte. Ben presto la sua perizia costruttiva richiamò una vasta clientela e si avviò la produzione di gozzi, pilotine e di yachts anche di grande metratura. Tra questi ricordiamo il dinghy 12’’ ,deriva velica vincitrice di ben 26 titoli italiani; il Piccolo, prima pilotina per la famiglia prodotta in serie; Il Gian, capostipite di una serie di gozzi di 10 metri ed oltre; L’Aldebaram primo gozzo di metri 10 bimotore, e ancora il Moschettiere, primo yacht semicabinato del 1955, interamente in legno, ordinato ad aprile e consegnato a luglio dello stesso anno, un record per quell’epoca. Così prese vita una promettente attività al timone della quale si sono susseguiti grandi uomini capaci di percorrere i tempi; tra questi il nipote Nicolò Patrone ed il tecnico Bozzi, entrambi mossi dalla stessa passione per il mare e dalla volontà di offrire il migliore “prodotto” per navigarlo .
 
A partire dagli anni ’60, infatti, la costruzione di semiscafi preformati in lamellare di mogano accoppiati sulla chiglia e rifiniti con massello di legno sostituì la tradizionale, fornendo alla clientela un’imbarcazione più robusta e performante. Negli anni ’70 un’ulteriore innovazione interessò il ciclo produttivo, il passaggio dalla costruzione completamente in legno ad una in resina rinforzata con fibre di vetro, abbellita e resa più calda da arricchimenti in legno pregiato; testimoniando da parte del cantiere, attenzione e capacità di adeguarsi alle evoluzioni tecnologiche, pur rimanendo in una dimensione artigianale. Una capacità generatrice di notevoli successi, primo fra i quali il Nautilus: prima pilotina in vetroresina la cui produzione raggiunse i 200 esemplari. Un metodo costruttivo che, aggiornato con i procedimenti e lavorazioni attuali, perdurò anche sotto la gestione dell’ Ing. PierMichele Moreno entrato nel 1984 e tuttora amministratore delegato dell’azienda.
 
Fu infatti la sua matita, spesso ispirata dalla moglie Ornella, responsabile della parte contabile e finanziaria dell’azienda, a disegnare nuovi modelli di imbarcazioni e a tracciare fino ad oggi, i confini di una nuova gestione, più moderna e dinamica che nel 2022 compierà 100 anni. Sono gli anni del Patrone 25’, capostipite dei cabinati da diporto, al quale seguirono il Patrone 33’, prima vera imbarcazione da crociera, ed il Patrone 42’, un gozzo di metri 12 per 4 di cui la metafora “la tua villa sul mare” ben ne sintetizza lo spirito. Con l’acquisizione del cantiere da parte dell’Ing. Moreno la produzione si è in parte allargata, al punto da comprendere il progetto di un 52 piedi il cui modellino su scala è stato realizzato tramite le ultime tecnologie informatiche e testato in vasca sotto l’osservazione dell’Università degli studi di Genova, ed in parte sistematizzata attorno ad un più omogeneo concetto di barca.
 
La gamma odierna presenta, infatti, delle linee continuative che risultano facilmente rintracciabili a partire dall’imbarcazione più piccola fino all’ammiraglia, grazie ad un dispendioso lavoro di focalizzazione sull’unitaria idea del gozzo ligure caratterizzato da spazi ampi e godibili la cui spartaneità ha, però, nel corso del tempo lasciato posto ad un interno lussuoso e minuziosamente curato, così come la chiglia dello scafo tradizionale a forma di noce è stata rivisitata per garantire migliori prestazioni in termini di velocità e manovrabilità.
Sarà così la famiglia Moreno a dare linfa innovativa ad un’ininterrotta storia marinara con barche capaci di coniugare la tradizione alla modernità. 

 
Mission

Saper godere del proprio tempo è un lusso, perché oggi il tempo è la cosa più preziosa che c’è.
E qui in Italia, il Cantiere Patrone Moreno, vuole interpretare la barca, oggi più che in passato considerata bene di lusso, come un oggetto di cui si debba poter usufruire in modo facile e con piacere istintivo affinchè il mare possa diventare per te il più bel posto sulla Terra.